Biografia
Luca Crudi
Mi piace dire che tutto è cominciato per gioco, letteralmente: da un gioco di ruolo.
Luca Crudi vive a Torino. Scrive thriller fantastici. La linea bianca (Youcanprint, 2026) è il suo primo romanzo.

Mi chiamo Luca Crudi. Per quasi dieci anni ho lavorato come geometra, misurando spazi e tracciando linee: una di quelle linee mi avrebbe seguito fin qui. Poi, con colei che sarebbe diventata mia moglie, ho aperto un'attività artigianale a San Salvario, uno dei quartieri più eclettici di Torino. Lì ho incontrato artisti di ogni genere, ciascuno con la propria ossessione.
Prima di scrivere, ho letto.
Ci sono arrivato a dodici, tredici anni, dai librogame: storie in cui il lettore decide, sbaglia, torna indietro e ricomincia. Da lì a Tolkien il passo è stato breve: il fantasy come territorio da attraversare, mappe, viaggi, il gusto di un mondo che continua a esistere anche quando chiudi il libro.
Lovecraft è arrivato molto dopo, verso i ventidue anni, e non da una libreria: da un tavolo da gioco. Solo in seguito sono andato a cercarmi i testi, il Necronomicon e le altre raccolte dei miti. È stato un ribaltamento: non più un mondo da esplorare, ma un mondo che non ti riguarda e che ti sopravvive. Poi è arrivato il Mondo di Tenebra, e con lui la lezione decisiva: l'orrore non sta là fuori, sta in chi guarda. Da quel momento ho cercato l'orrore che non ha bisogno di mostri, quello che si nasconde nelle persone irreprensibili, nelle famiglie ordinate, nei paesi piccoli.
Poi ho iniziato a costruire mondi.
Siedo dall'altra parte del tavolo dal 2003 come master, e dal 2016 come Custode, il narratore nel gioco di ruolo Il richiamo di Cthulhu. È lì che ho imparato davvero a raccontare: una storia non è solo scritta, è vissuta e trasformata da chi la attraversa. Il master conosce il mondo intero; i giocatori ne vedono una stanza alla volta, e dietro ogni porta c'è un dado da tirare. Ho imparato a preparare molto più di quanto si vedrà, a lasciare spazio alle decisioni degli altri, a sopportare che una scena non vada come l'avevo immaginata. E ho imparato una cosa sola, ma che vale per tutto il resto: il momento più forte non è la rivelazione del mostro, è quando chi gioca capisce di esserlo diventato.
La linea bianca.
La linea bianca nasce come universo di campagne. Per anni ho trascritto tutto quello che accadeva al tavolo: eventi, luoghi, personaggi, una linea che continuava a tornare. Nel 2017 ho deciso di dare al materiale la forma di un progetto. Nel 2022 mi sono accorto che non avevo un romanzo, ma abbastanza per una saga, e una domanda sgradevole a tenerla insieme: che cosa serve per cancellare una persona dalle carte? Non ucciderla: cancellarla. Togliere la riga, far tornare il totale. Nel 2026 sono riuscito a dare un ordine al caos e a pubblicare il primo dei cinque volumi per Youcanprint. Di quelle partite resta pochissimo di riconoscibile: tutto è stato rielaborato e romanzato. È rimasto il metodo del tavolo: nessun personaggio vede tutto; chi legge entra in tutte le stanze, una alla volta.
Non voglio che il lettore riconosca il mostro: voglio che si accorga di aver tifato per lui. Il cavaliere bianco e l'orrore più oscuro non sono due figure, sono la stessa figura vista da due punti diversi, e il libro è il tragitto che porta da un punto all'altro. Nella mia valle del Perù la burocrazia non nasconde l'orrore: lo amministra.
Mi ossessionano il ciclo, il già visto che ritorna corrotto e l'istante in cui chi credeva di agire per il bene si scopre il mostro.
Il primo romanzo
Luca Crudi, autore della Saga della Linea Bianca.
La linea bianca, pubblicato da Youcanprint nel 2026 con ISBN 979-12-24079-67-5, inaugura il progetto narrativo in cinque volumi.